Lussazione della Spalla

LUssazione della Spalla

La spalla è l’articolazione più mobile del corpo umano e questa sua mobilità fa sì che possa essere soggetta a lussazione più delle altre articolazioni.

In cosa consiste la lussazione della spalla

 

La lussazione consiste nella fuoriuscita di un capo articolare dalla sua sede naturale.
Ciò comporta la totale perdita dei rapporti articolari e quindi il blocco del normale movimento.
In particolare nel caso di una lussazione di spalla, si verifica la fuoriuscita della testa dell’omero – l’osso del braccio – dalla cavità glenoidea della scapola.
Nella maggior parte dei casi, la testa omerale fuoriesce in avanti e quindi la lussazione è anteriore.

Per ridurre la lussazione di spalla, cioè riportare i capi articolari nella posizione normale, si deve effettuare una manovra di riduzione, evitando manovre avventate nell’ immediato ed essendo preferibile recarsi al Pronto Soccorso dove è anche possibile eseguire una radiografia prima e dopo la riduzione per sincerarsi che tutto sia avvenuto correttamente.

Molto spesso può essere necessario eseguire la riduzione in anestesia, perché le contratture muscolari antalgiche possono ostacolare la manovra.
A tal proposito è importante eseguire la riduzione in tempi brevi, sia per far passare il dolore, sia per evitare delle complicazioni neurologiche periferichema anche perché più tempo passa, più la riduzione diventa difficile.
Dopo la manovra di riduzione,si applica al paziente un tutore con il solo scopo di mantenere la spalla a riposo per qualche giorno.

Le lesioni intrarticolari nella lussazione della spalla

E’ opportuno chiarire alcuni punti fondamentali.
Quando la testa omerale esce dalla sua sede naturale, quasi sempre lacera delle strutture legamentose e capsulari che avvolgono i capi articolari.
Questi tessuti non si vedono con le radiografie per cui eventuali lesioni possono essere evidenziate solo eseguendo una Risonanza Magnetica (RM) o meglio ancora una Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto intrarticolare (Artro-RM).
In tal modo è possibile individuare un distacco del cercine glenoideo (lesione di Bankart), con eventualmente associato un frammento osseo (Bankart ossea), una lesione dei legamenti gleno-omerali o una lesione della capsula articolare.

Con l’esecuzione di una Artro-RM (Fig. 1) è possibile:

  • – osservare l’eccessiva diffusione del mezzo di contrasto nella porzione anteriore dell’articolazione, segno di lesione capsulo-legamentosa;
  • – facilitare la diagnosi di lesioni del cercine;
  • – permettere l’identificazione di eventuali lesioni della cuffia associate.
lussazioen della spalla
Fig.1

Una cosa molto importante da sapere è che queste lesioni capsulo-legamentose non riparano tenendo la spalla bloccata o con la fisioterapia.
Quindi, anche se serve a tenere la spalla a riposo dopo l’evento traumatico della lussazione, il tutore non è affatto curativo se le strutture capsulo-legamentose risultano lacerate.
L’unico modo per ripararle è eseguire un intervento chirurgico.

L’intervento viene eseguito in artroscopia, cioè senza aprire l’articolazione ma eseguendo solo delle piccole incisioni cutanee, in anestesia locale, e consiste nell’inserimento di piccoli ancoraggi che consentono di riattaccare i tessuti staccati nella stessa posizione di prima (FIG.2 intervento di Bankart).

È importante precisare che, nel caso in cui non si proceda alla riparazione di queste lesioni, è molto probabile che si vada incontro a delle lussazioni ripetute, cosiddette recidivanti,determinate non più da una caduta o da un evento traumatico acuto ma dai semplici movimenti quotidiani.
In questi casi, i pazienti sono soggetti alla fuoriuscita della testa omerale non solo mentre praticano un’attività sportiva ma anche con un semplice movimento di extrarotazione dell’arto ad esempio, quando per recuperare un oggetto dal sedile posteriore dell’auto o addirittura mentre dormono.
Il paziente inizia ad aver paura di compiere alcuni movimenti nelle posizioni che ormai sa riconoscere come più a rischio, creando una sorta di auto-difesa arrivando a evitare di eseguire questi stessi movimenti.Se poi la spalla si lussa, il paziente spesso procede a ridurla autonomamente.

Tuttavia, in questo modo, i tessuti da riparare possono essere talmente danneggiati da non poter ricorrere al semplice intervento di stabilizzazione (intervento di Bankart). Senza dover ricorrere ad interventi più invasivi (intervento di Latarjet), è stata messa a punto una nuova tecnica chirurgica artroscopica, la Arthroscopic Subscapularis Augmentation (tecnica A.S.A.) attraverso la quale si esegue la riparazione che viene ulteriormente stabilizzata mediante l’utilizzo del tendine del sottoscapolare, sempre per via artroscopica.

Consulta l’approfondimento dedicato alla Tecnica A.S.A

Chi è soggetto a lussazioni recidivanti, tende a rimandare l’intervento chirurgico o a non prenderlo in considerazione, anche perché una volta ridotta la lussazione, la spalla non fa più male.
Dal punto di vista medico ciò è sconsigliabile,non solo perché la spalla potrebbe uscire in situazioni molto critiche (mentre si guida, ad esempio),ma anche perché con questa instabilità cronica si determina molto più facilmente un’usura delle superfici articolari e si può arrivare molto più precocemente ad una artrosi dell’articolazione, con dolore cronico e necessità di dover ricorrere ad interventi più invasivi.

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Dott. Eduardo Casciano

Dott. Eduardo Casciano

chirurgia della spalla e ginocchio

Seconda Università degli Studi di Napoli Indirizzo chirurgia della spalla e ginocchio.

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Medico dello Sport presso l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata – Roma

dr Massoni chirurgo ortopedico

Dott. Carlo Massoni

Dirigente Medico Ortopedico

Dirigente Medico Ortopedico presso l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata – Roma

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