Tecnica ASA: trattare la lussazione della spalla senza interventi chirurgici a cielo aperto

Intervista al prof. Maiotti sulla nuova tecnica ASA: un intervento in sola artroscopia per i pazienti incorsi nella lussazione della spalla

Intervenire chirurgicamente per via artroscopica per trattare la lussazione di spalla; parliamo di tecnica ASA, una procedura chirurgica innovativa che permette di intervenire in quei casi in cui l’osso del braccio (più precisamente la testa dell’omero) esce dalla sua cavità originaria.

Ci parla di questa tecnica innovativa il professor Marco Maiotti, Primario dell’ U.O.C. di Medicina e Traumatologia dello Sport presso l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma.

1) Professor Maiotti, cosa succede esattamente quando si riscontra una lussazione della spalla?

Nel momento in cui la testa dell’omero esce dalla sua sede spesso si lacerano le strutture legamentose e capsulari che racchiudono i capi articolari, in una percentuale di casi si possono verificare anche delle lesioni ai segmenti ossei. Il tutore che si mette una volta ridotta la lussazione non è curativo e se non si interviene chirurgicamente su queste lesioni è probabile che si vada incontro a lussazioni recidivanti, cioè lussazioni ripetute determinate non più da un evento traumatico, bensì da semplici movimenti della vita quotidiana. In questi casi il danno può essere così importante da non poter ricorrere al semplice intervento di stabilizzazione.

2) Quindi questo intervento chirurgico di stabilizzazione è sufficiente per la completa guarigione del paziente?

In alcuni casi la semplice sutura di queste lesioni (Fig.3a) non è sufficiente a garantire il recupero completo del paziente; infatti in determinate condizioni come ad esempio in presenza di tessuti capsulo-legamentosi irreparabili, in pazienti che hanno una mobilità maggiore rispetto al normale  cosi detti iperlassi, nei pazienti che praticano sport di contatto come il judo o il rugby, le potenzialità di una recidiva aumentano notevolmente e il semplice intervento di riparazione del tessuto distaccato non è sufficiente e bisogna ricorrere all’ausilio di un tessuto di supporto.

3) Ed è qui che entra in gioco l’innovativa Tecnica ASA? Che genere di intervento è?

Sì esattamente! Con questa tecnica è possibile riparare la lesione e rinforzare ulteriormente questa riparazione mediante l’utilizzo del tessuto tendineo di supporto, la parte superiore del tendine del sottoscapolare, da usare come una sorta di toppa (Fig. 3b). L’intervento viene eseguito in artroscopia eseguendo solo piccole incisioni cutanee, evitando quindi interventi più invasivi a cielo aperto, in anestesia locale addormentando solo il braccio e la spalla da operare. Nei pazienti operati con questa tecnica non sono stati riscontrate complicazioni chirurgiche a medio e lungo termine.

4) A chi è consigliato questo tipo di intervento?

Questo intervento di ASA è indicato per trattare pazienti anche molto giovani, anche dai 15 anni in su; come accennato precedentemente, questa tecnica è consigliata a tutti quei pazienti che sono soggetti a recidive o che praticano sport di contatto.

5) E per quanto riguarda il recupero post operatorio?

Dopo l’intervento è necessario mantenere la spalla a riposo con un tutore per 4 settimane per far riparare nel miglior modo possibile i tessuti. Dopo di che è fondamentale iniziare una fisioterapia mirata pe r recuperare il movimento articolare. Nei pazienti operati con questa tecnica è stato osservato un buon recupero  senza significative limitazioni della rotazione esterna della spalla. La ripresa alla guida è stata possibile dopo una settimana dalla rimozione del tutore, quindi a circa cinque settimane dall’intervento; la ripresa dell’attività sportiva a livello agonistico è prevista dopo solo quattro mesi dall’intervento. Una buona stabilità ed un buon recupero è stato generalmente raggiunto già intorno ai tre mesi dall’intervento.

Figura 3a – Riparazione tradizionale con tecnica artroscopica di Bankart
Figura 3a – Riparazione tradizionale con tecnica artroscopica di Bankart

 

 

 

 

 

 

 

Figura 3b – Tecnica ASA: rinforzo della riparazione capsulare di Bankart con tenodesi del 3^ superiore del sottoscapolare
Figura 3b – Tecnica ASA: rinforzo della riparazione capsulare di Bankart con tenodesi del 3^ superiore del sottoscapolare