Lussazione Spalla A.S.A.

Tecnica A.S.A.

Lussazione della spalla

La lussazione della spalla consiste nella fuoriuscita della testa dell’omero (l’osso del braccio) dalla cavità glenoidea della scapola.
Quando la testa omerale esce dalla sua sede naturale, quasi sempre lacera delle strutture legamentose e capsulari che avvolgono i capi articolari e in alcuni casi, si verificano anche delle lesioni ai segmenti ossei.
Se queste lesioni non vengono riparate chirurgicamente, è molto probabile che si vada incontro a delle lussazioni ripetute, cosiddette lussazioni recidivanti, determinate non più da una caduta o da un evento traumatico acuto, ma dai semplici movimenti quotidiani, ad esempio mentre si praticano attività sportive o addirittura durante il sonno.
In questi casi le strutture capsulo-legamentose possono risultare così danneggiate da non poter ricorrere al semplice intervento di stabilizzazione “Tecnica di Bankart”, perché espone ad un alta percentuale di recidive.
Eseguendo una Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto intra-articolare chiamata Artro-RM (Fig. 1- 1A) si osserverà l’eccessiva diffusione del mezzo di contrasto nella porzione anteriore dell’articolazione, segno di un’importante lesione capsulo-legamentosa e di un tessuto degenerato.

Inoltre in caso di difetti ossei (Fig. 1B), è indicato eseguire un esame TC della spalla per quantificare la perdita ossea a livello glenoideo e/o omerale e pianificare al meglio l’intervento.

In alcune condizioni particolari, come in presenza di tessuti capsulo-legamentosi irreparabili o in pazienti iper-lassi che hanno già di per sé una mobilità articolare maggiore rispetto al normale (Fig.2) o anche in pazienti che praticano sport di contatto come rugby e judo, in cui le potenzialità di una recidiva aumentano notevolmente, il semplice intervento di riparazione del tessuto staccato (tecnica di Bankart) non è sufficiente, perché espone ad un alta percentuale di recidive che possono arrivare anche al 70% e bisogna ricorrere all’ausilio di un tessuto di supporto, una parte del tendine sottoscapolare, da usare come una sorta di “toppa” o di “rinforzo”.

Lussazione della spalla: la nuova tecnica chirurgica A.S.A inventata dal Prof. Marco Maiotti

È stata messa a punto dal Prof. Marco Maiotti, la tecnica chirurgica, Arthroscopic Subscapularis Augmentation o tecnica A.S.A., in cui si esegue la riparazione di Bankart che viene ulteriormente rinforzata mediante l’utilizzo della porzione superiore del tendine del sottoscapolare che si trova nella parte anteriore della spalla e viene fissato a supporto della riparazione del tessuto capsulare,così da creare una doppia barriera di contenimento della testa omerale.

L’intervento viene eseguito in artroscopia, cioè senza aprire l’articolazione ma eseguendo solo delle piccole incisioni cutanee, ed in anestesia locale, addormentando solo il braccio e la spalla da operare e mediante una procedura eco-guidata.

Dopo aver eseguito la riparazione del tessuto capsulo-legamentoso mediante l’utilizzo di un’ancoretta non metallica (Fig.3A), questa viene rinforzata con una parte del tendine del sottoscapolare utilizzando un’altra ancoretta (Fig.3B).

Alla fine della procedura artroscopica, la testa omerale risulta nuovamente centrata all’interno della cavità glenoidea e non più sbilanciata anteriormente (Fig.4).

Perchè ricorrere alla Tecnica A.S.A per la lussazione della spalla?

L’intervento di A.S.A. (mininvasivo e indicato nel trattare pazienti molto giovani, anche dai 15 anni in su) consente di dare la giusta stabilità alla spalla, senza comprometterne la mobilità articolare e senza dover ricorrere ad un intervento più complesso e a cielo aperto: l’intervento di Latarjet. Quest’ ultimo, seppur efficace per il ripristino della stabilità, prevede l’utilizzo di viti o placche di metallo che se mal posizionati, possono determinare gravi complicazioni (FIG.5). Si tratta di un intervento chirurgici utilizzato da lungo tempo, ma che al giorno d’oggi ha delle indicazioni molto limitate.

Dopo l’intervento con Tecnica A.S.A: riposo, fisioterapia e ripresa dell’attività sportiva

Dopo l’intervento, la spalla viene tenuta a riposo con un tutore per 4 settimane, che può essere rimosso per lavarsi e vestirsi, oltre che per muovere il gomito. Successivamente, si inizia un trattamento fisioterapico che è fondamentale e finalizzato al recupero dei movimenti articolari.

La ripresa dell’attività sportiva è prevista a circa 4 mesi dall’intervento.

Ripresa dell’attività sportiva
Figura 7 – Ripresa dell’attività sportiva dopo intervento con Tecnica A.S.A.
Dal 2010 ad oggi, con la tecnica ASA, sono stati operati oltre 600 pazienti da più chirurghi in Italia e nel mondo. La maggior parte delle persone riferiva di svolgere le seguenti attività sportive di contatto: rugby, judo, calcio, sci, pallacanestro, ecc.
Non sono state riscontrate complicazioni chirurgiche a breve e lungo termine.
È stato osservato un buon recupero articolare senza significative limitazioni della rotazione esterna della spalla (Fig.7).
La percentuale complessiva di recidive si attesta intorno al 3%, avvenute comunque dopo un evento traumatico ad alta energia.
La ripresa della guida è stata possibile dopo una settimana dalla rimozione del tutore, quindi a circa cinque settimane dall’intervento.
La ripresa dell’attività sportiva a livello agonistico è stata possibile a quattro mesi dall’intervento, anche se una buona stabilità ed un buon recupero funzionale era stato già raggiunto a 3 mesi dall’intervento.

Interviste scientifiche

A TG1 Medicina del 14 Gennaio 2018 il Prof. Marco Maiotti è intervenuto per parlare di Lussazione della spalla e della tecnica A.S.A.: qui a fianco l’intervista sull’argomento.

 

 

Pubblicazioni scientifiche sulla tecnica A.S.A.

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Dott. Eduardo Casciano

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